16:00-16:15Apertura lavori e illustrazione degli obiettivi
Fabio Puglisi, Aviano-Udine
16:15-17:15Presentazione survey, analisi comparativa dei risultati e valutazione collegiale.
Fabio Puglisi, Aviano-Udine
Simon Spazzapan, Aviano
Lorenzo Gerratana, Aviano-Udine
Erika Cecchin, Aviano
Claudia Noto, Trieste
Giada Targato, Gorizia
Silvia Buriolla, San Daniele
Michele Dionese, Feltre
Francesca Zanghì, Belluno
Alessandro Marco Minisini, Udine
Michela Bortolin, Montebelluna
Micaela Stefani, S. Donà
Dario Palleschi, Treviso
17:15-17:40Tavola rotonda: Casi clinici in pazienti HR+ / HER2-: setting adiuvante, metastatico e DD interaction
Fabio Puglisi, Aviano-Udine
Simon Spazzapan, Aviano
Lorenzo Gerratana, Aviano-Udine
Erika Cecchin, Aviano
Claudia Noto, Trieste
Giada Targato, Gorizia
Silvia Buriolla, San Daniele
Michele Dionese, Feltre
Francesca Zanghì, Belluno
Alessandro Marco Minisini, Udine
Michela Bortolin, Montebelluna
Micaela Stefani, S. Donà
Dario Palleschi, Treviso
17:40-18:00Wrap-up finale e chiusura lavori
Fabio Puglisi, Aviano-Udine
Il carcinoma mammario rappresenta la neoplasia più frequentemente diagnosticata nella popolazione femminile, contribuendo a circa il 30% di tutte le nuove diagnosi oncologiche nelle donne. Nella fase metastatica, il carcinoma mammario è caratterizzato dalla disseminazione sistemica di cellule neoplastiche derivate dal tumore primitivo, con colonizzazione di sedi anatomiche distanti. In tale contesto, la malattia tende a mantenere le principali caratteristiche biologiche e molecolari del tumore di origine, incluse l’espressione recettoriale e i driver oncogenici dominanti, che continuano a rappresentare i principali determinanti della scelta terapeutica, pur in presenza di possibili fenomeni di eterogeneità clonale e di evoluzione biologica nel corso della storia di malattia.
Il sottotipo HR-positivo/HER2-negativo, che costituisce approssimativamente il 70-75% dei casi di carcinoma mammario, è definito dall’espressione dei recettori ormonali per estrogeni e/o progesterone in assenza di amplificazione o iperespressione del recettore HER2. In questo setting, la terapia endocrina rappresenta il cardine del trattamento; tuttavia, una quota significativa di pazienti sviluppa nel tempo meccanismi di resistenza primaria o acquisita, con conseguente riduzione dell’efficacia terapeutica e progressione di malattia.
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L’introduzione degli inibitori delle chinasi ciclina-dipendenti 4 e 6 (CDK4/6) ha determinato un cambiamento sostanziale nello standard di cura del carcinoma mammario HR+/HER2-, consentendo un significativo ritardo nell’insorgenza della resistenza endocrina e un miglioramento clinicamente rilevante sia della sopravvivenza libera da progressione sia della sopravvivenza globale. Tra questi, ribociclib si distingue per un solido razionale biologico e per un profilo di efficacia e tollerabilità ampiamente supportato da evidenze cliniche di fase III. Il suo impiego è indicato in pazienti con carcinoma mammario HR+/HER2- ad alto rischio di recidiva, sia in presenza di coinvolgimento linfonodale sia in assenza di malattia linfonodale, qualora coesistano caratteristiche prognostiche sfavorevoli, quali un profilo genomico ad alto rischio o un indice proliferativo Ki-67 elevato. Le principali linee guida internazionali, incluse quelle del National Comprehensive Cancer Network (NCCN), ne raccomandano l’utilizzo in ambito adiuvante in associazione a un inibitore dell’aromatasi, riconoscendone il ruolo strategico nel percorso terapeutico delle pazienti.
In tale contesto, l’aggiornamento continuo e il confronto multidisciplinare tra i professionisti coinvolti nella gestione del carcinoma mammario HR+/HER2- risultano fondamentali per garantire un’appropriata selezione terapeutica, l’ottimizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici e una presa in carico efficace, tempestiva e centrata sulla persona.